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L'autonomia alle noccioline, ovvero la via del centrodestra sardo verso il federalismo |
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Di questi tempi piace la moda delle riscritture. C’è chi si riscrive il corpo con i tatuaggi, chi si riscrive una vita nel modo virtuale, chi riscrive Bibbie e Vangeli e chi – patendo per non poter agire altrimenti – le spara grosse sulla necessità di riscrivere la Carta Costituzionale o lo Statuto regionale. Leggo dalle agenzie dell’intervento della presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo ad Abbasanta al Convegno organizzato da Cgil, Cisl e Uil Federalismo, Autonomia, Sovranità: un nuovo Patto Costituzionale per la Sardegna.
“E' il momento di rivendicare, per la nostra isola, una accresciuta personalità giuridica, fondata sulla profonda consapevolezza che l'autonoma determinazione sia l'unico strumento che può creare, all'interno del nostro ordinamento statale, le migliori condizioni affinché una regione insulare possa recuperare i ritardi infrastrutturali derivanti dalla particolare condizione geografica. Dunque, e' urgente, riscrivere lo Statuto sardo”. Dice la nostra Presidente. Eureka! Esclamo come finalmente liberata dalle restrizioni dell'ortodossia che per decenni deve avermi accecata. E vengo colta da un’inattesa illuminazione. Ecco il problema vero della Sardegna: si tratta di riscrivere lo Statuto sardo, riscriverlo dall’inizio, sia chiaro, partendo dal foglio bianco.
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La Sardegna presente nelle attività europee e di rilievo internazionale |
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La settimana del Consiglio regionale si è conclusa con la discussione sul testo unificato sulle attività europee e di rilievo internazionale della RegioneConcorrere alla diverse fasi della formazione del diritto comunitario e alla loro successiva attuazione nelle materie di competenza è ormai, secondo quanto disposto dall’articolo 117, comma 5, della Costituzione, non solo un diritto ma anche un dovere. Il maggior ruolo alle Regioni nelle relazioni internazionali, è un dato di fatto a seguito del quale è necessario individuare organi, tempi e modalità di partecipazione della Regione alla formazione e attuazione del diritto UE da cui derivano, secondo quanto ribadito nelle sentenze della Corte di giustizia europea e nelle norme stesse della nostra Costituzione, vincoli, obblighi e diritti. Leggi l'intervento di Francesca Barracciu.
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