Sorgono. Il santuario di San Mauro torna all'antico splendore
Il progetto del Comune realizzato grazie ai 700 mila euro di fondi regionali stanziati nel 2007. Ora la seconda fase. (L'Unione Sarda, 8 aprile)
Il santuario campestre di San Mauro a Sorgono è ritornato al suo antico splendore dopo i lavori di restauro conservativo voluti dal Comune e grazie a un finanziamento regionale di 700 mila euro ottenuto nel 2007. Nei giorni scorsi, la cerimonia di restituzione del complesso alla Diocesi di Oristano e alla comunità. Ha celebrato la messa il vescovo Ignazio Sanna insieme ai parroci della forania e con la partecipazione del coro femminile Eufonia di Gavoi. IL TEMPIO Monsignor Sanna ha espresso tutta la sua soddisfazione per la restituzione al culto di quello che ha definito «uno splendido tempio nel cuore della Sardegna, un bene prezioso da custodire con attenzione». Il sindaco Francesca Barracciu ha evidenziato il valore emblematico del sito: «San Mauro rappresenta il cuore pulsante della identità, della cultura, della storia, della spiritualità e dell'economia della comunità e dell'intero territorio».
Sorgono. San Mauro, dopo trent’anni completati i lavori di restauro
La chiesa cinquecentesca di San Mauro stata finalmente restaurata (La Nuova Sardegna, 1 aprile)
È il tempio campestre pi grande della Sardegna, domina dalla collina i “muristenes” (case-alloggio dei pellegrini) e il rosone in trachite e il portale in stile gotico aragonese si affacciano sul piazzale e sull’intera area del santuario. I lavori di restauro erano attesi da oltre trent’anni. Sono stati eseguiti solo dopo il 2008 grazie al finanziamento concesso dalla giunta regionale guidata da Renato Soru a seguito di una richiesta del sindaco Francesca Barracciu che è anche consigliere regionale.
La proposta di legge di Francesca Barracciu per le pari opportunità (La Nuova Sardegna, 9 marzo)
Per rimediare a «un ritardo di civiltà» e rimuovere «gli ostacoli che impediscono la piena parità fra uomini e donne nella vita socioeconomica e politica», occorre promuovere la pari opportunità e le politiche di genere. E’ quanto prevede una proposta di legge (leggi qui) presentata dal gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale e illustrata ieri, in una conferenza stampa, dalla prima firmataria, Francesca Barracciu, e dal capogruppo, Mario Bruno.
Il capoluogo della Barbagia ospiterà uno dei dieci istituti italiani sopravvissuti alla riforma Gelmini. Salvo il liceo musicale
Francesca Barracciu aveva presentato un'interpellanza (leggi qui)
È iniziata con squilli di tromba e festeggiamenti, ma a metà giornata aveva già assunto i contorni del giallo la notizia dell’istituzione del liceo musicale a Nuoro. Una notizia attesissima, che ha iniziato a circolare dal mattino quando i diretti interessati hanno cliccato nella homepage del portale del ministero dell’Istruzione. Sul link «cerca la scuola» compariva la seguente dicitura: «Sono in linea gli elenchi degli istituti di istruzione secondaria di II grado funzionanti sul territorio nazionale, suddivisi per regioni e per province, con a fianco di ciascuno indicati i corsi di studio con eventuali opzioni ed articolazioni, il cui avvio è previsto per il prossimo 1º settembre 2010». E cliccando su Nuoro, licei musicali, compariva la mappa del glorioso «Regio Istituto Magistrale Sebastiano Satta», da sempre ospitato nello storico edificio razionalista di via Attilio Deffenu. Un colpo davvero insperato per il capoluogo barbaricino, una delle dieci città italiane ad avere il privilegio di ospitare un liceo di questo tipo.