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Ricomprendere il San Camillo nella futura azienda sanitaria PDF Stampa E-mail

Oggi a Sorgono il vertice degli amministratori delle zone interessate, sindacalisti e forze sociali (La  Nuova Sardegna, 14 gennaio)

Dopo il “J’accuse” lanciato da Francesca Barracciu mercoledì scorso contro la giunta regionale per la “condanna a morte dell’ospedale San Camillo”, ora la consigliera regionale e sindaco di Sorgono passerà alla mobilitazione delle amministrazioni comunali e, se sarà necessario, delle popolazioni. Per questa mattina, infatti, l’onorevole e primo cittadino ha convocato tutti i sindaci del territorio che gravita sulla struttura sanitaria, unica delle zone montane del centro Sardegna. Con una lettera ha invitato non solo i sindaci del Mandrolisai, di cui Sorgono può definirsi la capitale, ma anche delle regioni confinanti della Barbagia di Ollolai e di Belvì. Nella nota innanzittutto si precisa che con delibera della giunta regionale del 31 dicembre 2009 si esclude il San Camillo di Sorgono dalla costituenda Azienda Ospedaliera di Nuoro e che tale esclusione costituisce di fatto la condizione per un suo progressivo e grave depotenziamento.

Nell’incontro programmato per questa mattina i sindaci dovranno quindi «discutere con urgenza e concordare tutte le azioni necessarie affinché la giunta regionale riveda tempestivamente le sue decisioni in merito. A tal fine, e vista l’urgenza imposta dai tempi - scrive Francesca Barracciu nel documento - propongo un incontro per oggi alle ore 11 presso la biblioteca di Sorgono. Considerata inoltre la gravità della situazione - conclude la nota - è fondamentale il coinvolgimento di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio e delle forze politiche e sindacali a cui pertanto verrà esteso l’invito a partecipare. In tal senso vi chiedo cortesemente di voler dare comunicazione dell’incontro ai rispettivi consigli comunali». Sarà sicuramente un primo atto di una mobilitazione più vasta che, se non verrà cancellata “la condanna a morte dell’ospedale”, potrà trasformarsi in lotta e sciopero popolare, come è accaduto anni fa proprio a Sorgono. Una mobilitazione del territorio che ha come obiettivo quello di salvare l’ospedale che in molti non esitano a definire il nosocomio “delle urgenze di tutte le famiglie del territorio”. Importantissimo e irrinunciabile punto di riferimento.

GIOVANNI MARIA SEDDA

 

(L'Unione Sarda, 14 gennaio)

Il commissario straordinario Antonio Onorato Succu continua ad augurarsi che il Consiglio regionale recepisca la proposta della Asl di includere il presidio di scorporare anche il presidio di Sorgono dalla sanità territoriale e includerlo insieme al “San Francesco” e allo “Zonchello” di Nuoro in un'azienda ospedaliera unica, ma da Cagliari arrivano segnali poco incoraggianti. La commissione Sanità dello stesso Consiglio regionale nella proposta di riforma, lunedì scorso (lo stesso giorno in cui i vertici provinciali della sanità incontravano i sindaci del distretto Barbagia-Mandrolisai) ha deciso di non includere il “San Camillo” nel nuovo organismo che governerà i nosocomi nuoresi. «Una decisione pressoché definitiva visto che è stata avallata la delibera della Giunta. Ora solo l'assessore Liori può ritirare quella delibera e modificarla inserendo il nostro presidio nell'azienda ospedaliera», dice il sindaco di Sorgono e consigliere regionale del Pd Francesca Barracciu che proprio per supportare la vertenza per stamattina alle 11 in Municipio ha convocato un vertice degli amministratori delle zone interessate, sindacalisti e forze sociali. Da Nuoro intanto in una nota Antonio Onorato Succu rigetta l'accusa di voler smantellare l'ospedale. Tanto che il “San Camillo” di Sorgono «è oggetto di investimenti da parte della Asl nell'ambito del “Project financing” per oltre due milioni di euro» e dei sette milioni e mezzo di fondi Fas confermati lo scorso 25 ottobre dalla Giunta regionale all'Asl di Nuoro «un milione e 200 mila euro sono destinati alla riqualificazione del presidio ospedaliero di Sorgono», dove - precisa ancora Succu - «sono tuttora in corso lavori di ristrutturazione e completamento degli impianti tecnologici per oltre un milione di euro». Il commissario dell'Asl, senza citare la delibera della Giunta e il via libera della commissione regionale Sanità, ricorda quanto deliberato dall'Azienda e le sue parole all'incontrop con gli amministratori della Barbagia di Belvì-Mandrolisai di lunedì scorso: «Nella proposta di scorporo che speriamo venga recepita dal consiglio regionale - ha spiegato Antonio Onorato Succu - abbiamo pensato di comprendere il San Camillo nella futura azienda San Francesco-Zonchello. Questo passaggio porterebbe ad una simbiosi positiva tra le varie realtà, con vantaggi reciproci, realizzabile nello scambio di professionisti come di prestazioni, nell'aggiornamento».

CARLA ETZO

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