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Ammissibile la Petizione di Renato Soru e Gian Valerio Sanna contro il Piano casa PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Febbraio 2010 10:14

La Commissione europea avvierà l'indagine preliminare (da Sardegna Democratica)

Erminia Mazzoni, Presidente della Commissione petizioni del Parlamento Europeo, ha risposto alla Petizione 1496/2009 (in questa pagina  del sito) inoltrata contro il "piano casa" della giunta Cappellacci da Renato Soru e Gian Valerio Sanna. La Commissione, ha ritenuto, a norma del regolamento del Parlamento europeo, ricevibili le questioni sollevate dalla Petizione dell'ex Presidente della Regione e dell'ex Assessore all'Urbanistica, in quanto "si tratta di una materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione Europea". La Presidente Mazzoni chiederà alla Commissione  europea di avviare "l'indagine preliminare" sugli aspetti sollevati.

Aspetti che attengono la diversa sensibilità sulla tutela del paesaggio e le politiche che i paesi europei hanno assunto, a Firenze  il 20 ottobre del 2000, quando hanno sottoscritto la "Convenzione Europea sul Paesaggio. L'Italia ratificò la Convenzione  con la Legge 14  del 9 gennaio 2006  ed approvò il Decreto Legge n 42 del  22 gennaio del 2004, conosciuto anche come  "Codice dei beni culturali e del paesaggio" o "Codice Urbani" . Il Codice applica nel territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio, finalmente, attuando quanto i padri costituenti avevano scritto nell'art. 9 della Costituzione.

La Regione Sardegna governata da Renato Soru si adeguò, sul piano normativo, alle indicazioni nazionali ed internazionali condividendo totalmente il nuovo punto di vista ed il 7 settembre 2006 approvò il  PPR ( Piano Paesaggistico Regionale). Grazie a quanto previsto dalla L. R. 25 novembre 2004 n. 8 e dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio, la giunta Soru sottoscrisse una specifica intesa con il  MIBAC (Ministero dei Beni Culturali) attestante la piena conformità del PPR ( Piano Paesaggistico Regionale).

La giunta di centro destra guidata da Ugo Cappellacci, ha approvato il 16 ottobre 2009 il provvedimento : "Disposizioni straordinarie per il sostegno dell'economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo". Con questo decreto ha disposto, in maniera arbitraria ed anticostituzionale, la soppressione delle norme di salvaguardia del PPR (Piano Paesaggistico Regionale) con un processo di "de-pianificazione" che prevede aumenti volumetrici generalizzati dal 20 fino al 40% dei volumi esistenti anche in aree sottoposte a regime di tutela integrale o differenziata, in base all'art. 142 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (aree tutelate per legge) nonché in aree sottoposte a vincolo idrogeologico.

Cappellacci ignora l'Europa (Convenzione Europea sul paesaggio ratificata dall'Italia); il Codice dei Beni culturali e del paesaggio; il Piano Paesaggistico Regionale;  la Costituzione; quanto ha già affermato la Corte Costituzionale che (Sentenza n.51 del 2006 ) dice che è "il legislatore statale a conservare il potere di vincolare la potestà legislativa primaria della Regione speciale attraverso l'emanazione di leggi qualificabili come riforme economico-sociali" e che a fronte della vigenza del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio che informa le norme della disciplina paesaggistica della Sardegna, non risultano operanti altri indirizzi del legislatore statale che autorizzino disposizioni in deroga a quelle espressamente in vigore. Cappellacci con la sua giunta è contro la legge ed in controtendenza con la sensibilità diffusa in Europa e nella nostra comunità regionale che ha riconosciuto al paesaggio un valore identitario Cappellacci con la sua giunta vuole ri-attivare una grave ed irreversibile attività di depauperamento e di devastazione del patrimonio paesaggistico tutelato dal PPR adottato da Soru

Il Piano Paesaggistico, riconosciuto da importanti organismi competenti, nazionale ed internazionale, ha arrestato la cementificazione delle coste e del paesaggio costiero della nostra regione ed ha promosso, attraverso il riconoscimento di tutti i centri storici delle nostre comunità quali beni paesaggistici, una concreta politica di valorizzazione del patrimonio identitario, culturale ed architettonico dei nostri centri urbani. Ci auspichiamo che il Parlamento europeo aiuti i Sardi e la Sardegna contro l'inciviltà di chi crede nel mattone selvaggio che, come abbiamo visto nel passato,  arricchisce gli speculatori ed impoverisce tutti noi dell'unica ricchezza che, essendo di tutti, è indisponibile per volontà della Costituzione e dei Sardi. La comunicazione della Presidente della Commissione petizioni del Parlamento Europeo ci dà una speranza ed una possibilità in più.

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