



| Domenica 28 Febbraio 2010 18:17 |
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Caro segretario, come sai è stato avviato in Sardegna il percorso per l’approvazione dello statuto regionale del partito. Il segretario ha inviato ai componenti dell’assemblea regionale una proposta sulla quale ha chiesto alla stessa di proporre gli emendamenti. Nessuna linea strategica, interlocuzione intermedia, né camere di compensazione per verificare la possibilità di scrivere insieme, maggioranza e minoranza, regole condivise o anche di smussare, limare eventuali divergenze. Con un approccio distante anni luce dallo spirito inclusivo, aperto, dialogante e rispettoso delle pluralità che dovrebbe caratterizzare il nostro partito, è stata intrapresa la strada diretta dell’assemblea saltando e respingendo passaggi intermedi di confronto sostanziale con una parte consistente del partito. Ciò ci induce a pensare che il segretario si senta confortato dall’autosufficienza della sua maggioranza e che consideri il confronto una inutile perdita di tempo. Evidentemente si confida che l’assemblea con il voto a maggioranza semplice sciolga come la spada di Alessandro il nodo aggrovigliato dei nostri contrasti. Una spada forgiata con il 51% dei consensi non ci pare però di tempra sufficiente a tagliare di netto i nodi della prospettiva, che ci sta molto a cuore, di un’azione comune del partito. Ci chiediamo e ti chiediamo: serve al partito questo modo di procedere che va configurando una sorta di dittatura della maggioranza? Noi pensiamo di no e pensiamo che vadano discusse con la dovuta serietà alcune questioni sostanziali che ad oggi segnano profonde distanze. Nel merito: Primarie, Limite dei mandati, Elezioni degli organi, Garanzie e modalità di elezione degli organi. Primarie. La proposta cancella nei fatti le primarie dall’orizzonte del partito. Non sono più lo strumento di selezione dei candidati alle cariche monocratiche istituzionali come individuato dall’art 19 dello statuto nazionale. Viene introdotta una norma inaccettabile, “…. In caso di primo mandato di Sindaco, Presidente della Provincia, Presidente della Regione, la ricandidatura alle elezioni da parte del Partito Democratico della Sardegna è confermata dall’assemblea del corrispondente livello territoriale con la maggioranza degli aventi diritto”. Va da sé che questa è una norma ad immagine e somiglianza della attuale maggioranza e se si può dire “ad provinciam”. È infatti chiaramente connessa alla contingente vicenda della richiesta di primarie per la selezione del candidato presidente della provincia di Nuoro. Nell’ottobre 2009 Efisio Arbau, sindaco di Ollolai, ha raccolto, si sensi dello statuto e direttive della segreteria nazionale, le firme del venti per cento degli iscritti e richiesto le primarie per l’individuazione del candidato alla presidenza della Provincia di Nuoro. Naturalmente il caso di Nuoro non è l’unico. Tutti i comportamenti indicano che non si vogliono fare le primarie e la proposta di inserire nello statuto la norma sopra riportata conferma una volontà che non si ferma neppure di fronte alla violenza di dare retroattività alle norme. Ad oggi, comunque, lo statuto regionale non esiste e pertanto, considerati anche i tempi stretti per le elezioni amministrative, chiediamo che il segretario regionale si attenga, come è normale che sia, anche in materia di primarie, allo statuto nazionale. E’ chiaro che se dovesse persistere la volontà di negare le primarie laddove richieste ai sensi dello statuto in vigore la possibilità concreta di ulteriori liste e candidati alle cariche monocratiche è dietro l’angolo. Pensiamo che questa possibilità vada scongiurata con decisione ma anche che l’unico modo per scongiurarla sia il rispetto delle regole da parte del segretario. Al contrario ci sembra evidente che altre liste e candidati non potranno in nessun modo essere considerati fuori dal Partito Democratico. Inutile sottolinearti che tutti viviamo questa vicenda come un sopruso, una ingiusta e ingiustificabile sopraffazione. Senza sottacere il pericoloso messaggio che diamo ai nostri militanti ed elettori. Limite dei mandati. La proposta del segretario trasferisce l’art 22 dello statuto nazionale nel livello regionale e locale. Quindi tre mandati ed eventuale deroga per i successivi. La nostra richiesta è di due mandati con deroga motivata da specifiche fattispecie e votata a maggioranza qualificata dall’assemblea del livello territoriale competente. Elezione degli organi. La proposta del segretario prevede un sistema differenziato tra regionale, eletto come da ultimo con la sola differenza che a contendersi la carica siano i due più votati nei circoli; provinciale, dove le primarie sono possibili ma non obbligatorie; circoli, elezione con voto di soli iscritti. La proposta del segretario prevede anche il premio di maggioranza alle liste del candidato eletto sino al 60% dei componenti dell’assemblea. Premesso che consideriamo delirante la sola ipotesi di un premio di maggioranza alle liste del vincitore, la nostra proposta è di riportare a omogeneità il sistema, uniformando regionale, provinciale e unioni cittadine (dove ci sono più circoli) alle modalità attualmente in vigore per il regionale. Garanzie e modalità di elezione degli organi di garanzia. La proposta del segretario, quando non dice esplicitamente, fa laconicamente riferimento agli art 40 e 41 dello statuto nazionale. In merito alle modalità di elezione dice testualmente “ Il collegio di garanzia è eletto tra i membri dell’assemblea nel corso della riunione di insediamento ………” La genericità della frase fa propendere per l’idea che si voglia eleggere il collegio di garanzia magari a maggioranza semplice ….. La nostra proposta è che la sua elezione avvenga con il sistema del voto limitato. Su questo tema va evidenziato come lo statuto nulla dica sulle procedure di garanzia e in tema di tenuta degli albi e della loro pubblicità. Sottolineiamo inoltre un aspetto di carattere generale che riguarda la tecnica di redazione dello statuto. Si ricorre a continui riferimenti allo statuto nazionale, regolando intere parti con un generico riferimento ad interi articoli dello statuto nazionale, sì da far diventare lo statuto nazionale un testo esoterico riservato a una ristretta schiera di iniziati e incomprensibile per i comuni mortali. Caro segretario, da parte nostra c’è stata e continua ad essere viva la volontà di lavorare per creare le condizioni di rilancio del partito, guardando al futuro. Prova ne sia la disponibilità dimostrata nel favorire il processo di costituzione degli organi provinciali. Avremmo a ragione potuto innescare una fortissima opposizione. L’imposizione del segretario e della maggioranza di individuare i segretari provinciali sulla base dei risultati delle mozioni nazionali e non sulla base del risultato delle primarie per i segretari regionali è servita strumentalmente per cercare di imporre ovunque segretari provinciali organici alla maggioranza. Il segretario Lai ha infatti una maggioranza del 51% ben distante da quella che in Sardegna ha ottenuto la Tua mozione. Abbiamo fatto un ragionamento politico, e laddove non si è raggiunto un accordo unitario a causa di impegni assunti dal segretario e non rispettati, abbiamo semplicemente presentato i segretari alternativi. Riteniamo che il senso di responsabilità dimostrato (e quel 51%) richiamino il segretario ad un maggior rispetto e considerazione della pluralità interna del partito e richiamino la maggioranza che lo sostiene ad arginare la straripante ed ingiustificata “volontà di potenza” finora ostentata. Purtroppo la vicenda statuto e le primarie finora negate a Nuoro ed in altri importanti centri come Portotorres non dischiudono orizzonti radiosi. Sui candidati alla presidenza delle Province vogliamo anche segnalarti che ad oggi, emblematicamente, su cinque uscenti di primo mandato e tutti del Pd (degli altri due uno si è spostato all’Udc e un'altra non si capisce dove voglia approdare) il segretario ha già fatto sapere che tre sono riconfermati e non si toccano, mentre gli altri due possono essere sostituiti senza problemi a vantaggio della coalizione. Si tratta, guarda caso, dei due presidenti che non lo hanno sostenuto alle primarie. Uno ha sostenuto Francesca Barracciu e l’altro Gianpaolo Diana. Così va. E avanzano ogni giorno, da ultimo anche una preoccupante spaccatura all’interno del Gruppo Consiliare regionale, i sintomi di un partito che si chiude sempre più all’interno della sola sua maggioranza spingendo il resto ai margini delle decisioni, delle condivisioni e della stessa identificazione politica. Per queste ragioni, per evitare con forza che in molti non si riconoscano più in un partito siffatto e prendano altre strade, affinchè le attuali distanze non diventino rotture insanabili, confidiamo in un Tuo intervento che sostenga le ragioni delle primarie e riporti la discussione sullo statuto nell’alveo di una sua funzione alta e generale, perché il partito possa essere un luogo vero di accoglienza e di confronto. Occasione per scrivere nella condivisione le regole dello stare insieme. Con fiducia Francesca Barracciu, Mario Bruno, Caterina Pes, Guido Melis, Gianvalerio Sanna, Giampiero Scanu, Marco Espa, Giorgio Maciotta, Pierluigi Carta, Bastiano Mazzone, Laura Pulga, Michela Mura, Luca Clemente, Giuseppe Maciotta, Laura Paoni, Simone Cossu, Giuseppina Sanna, Ornella Piras, Francesco Licheri, Giovanna Casagrande, Efisio Arbau, Antonietta Cossu, Gerolamo Balata, Antonello Addis, Silvia Mamusa, Enzo Pisano, Anna Maria Uras, Antonio Mameli, Gianmario Demuro, Cristina Lavinio, Marina Spinetti. Componenti della Direzione Regionale
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